L’iniziativa per obbligare la Banca nazionale svizzera (BNS) ad avere almeno il 20% degli attivi sotto forma di riserve auree rischia di polverizzare migliaia di posti di lavoro. Lo sostiene il comitato interpartitico (PLR, PPD, PS, PBD, Verdi liberali) contro il testo in votazione il 30 novembre.
I fautori del “no”, riuniti giovedì a Berna, sostengono che la proposta dell’UDC limiti l’azione della banca centrale, che non potrebbe più determinare autonomamente la politica monetaria in difesa del franco e dell’economia nazionale. Se venisse approvata la modifica costituzionale, si è detto, la BNS dovrebbe acquistare metallo giallo per 60-63 miliardi. Ma l’iniziativa non dice con quali mezzi.
Non è vero, sostengono ancora i contrari, che il valore dell’oro è stabile: nel 2013 le perdite registrate dalla BNS in questo settore sono infatti state di 10 miliardi. Se il suo prezzo scendesse, l’istituto centrale sarebbe inoltre obbligato ad acquistarne ulteriormente per mantenere la soglia del 20%, ciò ne limiterebbe la capacità di azione sul mercato delle divise.
ATS/ludoC
DAL TG20:
RG 18.30 del 23.10.14 - La corrispondenza di Johnny Canonica




