Il vertice del Partito socialista svizzero, riunitosi mercoledì per discutere i temi d’attualità, non ha voluto chiarire la posizione del partito relativa ad un eventuale divieto di portare il burqa. Il tema aveva suscitato polemiche a sinistra, dopo le dichiarazioni del ministro zurighese Mario Fehr e del consigliere agli Stati vodese Pierre-Yves Maillard, per i quali l’indumento indossato in Afghanistan e Pakistan non ha ragione di esistere in Svizzera. Il PS ha spiegato che l’iniziativa per un suo divieto a livello federale è allo stadio iniziale: troppo presto per chiarire la questione.
Levrat contrario
Sul tema si è però espresso il presidente Christian Levrat sul quotidiano romando La Liberté: "Burqa e niqab sono come prigioni mobili – ha detto – e dobbiamo lavorare per farli sparire. Non è però con iniziative populiste che possiamo sensibilizzare le donne interessate", ha aggiunto.
"Meglio educare e accompagnare", ha sottolineato il senatore friburghese. "Per questo motivo diciamo no al burqa, ma anche no all’iniziativa" popolare lanciata dal comitato d’Egerkingen, vicino all’UDC.
ab/ATS




