Svizzera

Nichetti: "Non tutti siamo registi”

Le potenzialità e i pericoli delle nuove tecnologie spiegati giovedi al pubblico del Festival dal regista italiano

  • 15.08.2013, 18:15
  • 4 maggio, 12:10
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“Le nuove tecnologie illudono chiunque di essere regista o fotografo ma non è così. Ci vogliono conoscenze specifiche”. Maurizio Nichetti, ospite per due giorni a "Scuole senza frontiere", manifestazione d’incontro tra il modo di fare cinema in Italia e quello nella Svizzera italiana, organizzata dal Conservatorio internazionale delle scienze audiovisive (CISA), spiega giovedì a Locarno a studenti e pubblico che, con le nuove tecnologie “Si devono rendere coscienti i giovani che non basta avere il mezzo (una videocamera) ma si deve conoscerne il linguaggio per poter fornire un prodotto gradevolmente fruibile”.

La facilità di accesso alla produzione infatti, per il cineasta italiano, ha accentuato una certa superficialità nel campo dell’audiovisivo. E per questo motivo le scuole del settore come il CISA, oggi devono avere il compito di trasmettere i “sapori antichi” e “il linguaggio” della settima arte.

Gli fa eco il direttore del CISA, Domenico Lucchini, che aggiunge come lo scambio di vedute tra il cinema della “grande” vicina penisola e quello “piccolo” nostrano sia di capitale importanza per crescere confrontando le varie produzioni ”Per allargare i nostri orizzonti ma anche per capire i meccanismi nella didattica e nell’approccio” visto che “la nostra cultura è molto vicina a quella italiana”.

Paolo Beretta

Gallery video - Nichetti: "Non tutti siamo registi”

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