Le autorità maliane non hanno nessuna notizia della svizzera rapita da uomini armati nella notte tra giovedì e venerdì a Timbuctu. Lo ha reso noto il procuratore incaricato dell’inchiesta in una dichiarazione diffusa sabato sera.
Una fonte militare ha nel frattempo però fatto sapere che, nonostante il gesto non sia ancora stato rivendicato, si segue la pista jihadista.
La basilese, che era già stata vittima di un sequestro durato nove giorni nel 2012, viveva nel paese africano da diversi anni e vi operava come missionaria.
Si tratta del primo rapimento di un occidentale dal 2013, quando sue giornalisti della radio francese RFI vennero rapiti e assassinati da terroristi islamici.
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