La Confederazione ogni dieci anni fa pervenire compresse di iodio a chi vive nelle vicinanze di centrali nucleari. Quest'anno il raggio di distribuzione è stato portato da 20 a 50 chilometri, ma secondo Greenpeace e i Medici per l'ambiente non basta.
L'organizzazione ecologista ha criticato il provvedimento, che definisce troppo limitato geograficamente e accompagnato da informazioni lacunose se non addirittura ingannevoli.
Tutta la Svizzera dovrebbe essere coperta dall'operazione, anche perché i cantoni avrebbero bisogno di tempo per distribuire le loro scorte e le pillole sono efficaci se prese subito dopo un'eventuale catastrofe. Andrebbero quindi sempre tenute a portata di mano. Altro punto debole: non si è pensato ai tedeschi che vivono a pochi passi da Leibstadt.
Inoltre, le pastiglie sono reclamizzate come "una protezione efficace", ma lo sono solo contro il cancro della tiroide e non per altre conseguenze delle radiazioni. Sarebbe quindi utile distribuirle accompagnate da spiegazioni sulle altre misure di protezione ad adottare.
pon/ATS




