Toni Brunner non è il solo a lasciare la guida dell'UDC: con lui se ne va anche Christoph Blocher, l'uomo che negli ultimi decenni ha segnato la storia del partito (e in larga misura anche la politica svizzera) come nessun altro. "Da aprile non sarò più vicepresidente", ha confidato al Sonntagsblick, che riporta la notizia in apertura dell'edizione online. Insieme, lui e il sangallese hanno condotto i democentristi di successo in successo.
È la fine di un'epoca, rileva il domenicale, perché per il 75enne miliardario ex consigliere federale (non fu rieletto a fine 2007) ed ex consigliere nazionale (dal 1979 alle dimissioni nel 2014 con l'unica parentesi del periodo in Governo) si trattava dell'ultima carica politica. "Appartengo ai ferri vecchi", ha confidato al giornale il tribuno, caduto di recente e infortunatosi a una spalla.
Secondo Brunner, anche l'ex consigliere nazionale Walter Frey, altro grande finanziatore del partito, avrebbe espresso il desiderio di uscire dal presidio. Il presidente uscente spera però ancora di convincere entrambi a restare.
pon/ATS
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