Svizzera

La politica familiare divide

Destra e sinistra si spaccano sulle proposte presentate dal Governo

  • 21.05.2015, 19:56
  • 4 maggio, 14:25
Scarsa attenzione per alcuni, costose ingerenze per gli altri

Scarsa attenzione per alcuni, costose ingerenze per gli altri

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Il rapporto sulla nuova politica familiare, presentato giovedì dal Consiglio federale, divide, com'era prevedibile.

Per i socialisti, le intenzioni governative sono lodevoli, ma troppo timide. Anche i cristiano-democratici approvano le grandi linee, deplorando tuttavia la durata d'applicazione limitata nel tempo. I borghesi-democratici, da parte loro, non esprimono critiche negative. Critiche severe arrivano invece dai democentristi, che denunciano le continue ingerenze statali in questo contesto, le spese abnormi che un simile atteggiamento è destinato a causare e la mancanza di rispetto nei confronti del federalismo e della sovranità di cantoni e comuni.

I pareri degli ambienti interessati riflettono quelli dei partiti di riferimento. E così, ad esempio, Travail.Suisse reclama più coraggio, mentre l'Unione sindacale svizzera parla di primo passo verso lla parità professionale, constatazioni che fa pure l'associazione Pro Familia.

ATS/dg

Il tema della nuova politica famigliare del Consiglio federale sarà al centro della puntata di domani, venerdì, di Modem (ReteUno). Ospiti:

  • Jacqueline Ribi Favero (presidente Ass. ticinese strutture d’accoglienza per l’infanzia)

  • Francesco Galli (responsabile area volontariato Comunità familiare)

  • Roberto Sandrinelli (capo staff Divisione azione sociale e delle famiglie)

  • Valérie Piller Carrard (vicepresidente di Pro Familia Svizzera

con la testimonianza di una mamma.

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