Le stazioni sciistiche svizzere sono più care del 50% rispetto a quelle dei paesi vicini, dopo che la BNS il 15 gennaio ha abbandonato il tasso di riferimento di 1,20 franchi sull’euro.
È quanto sostiene sabato sulle pagine di Le Temps il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer.
Secondo lui la Svizzera “era già più cara del 20 o 30% rispetto alle vallate straniere” appena oltre confine, stimando che la fama del Cervino o della Jungfrau non sarà più sufficiente per giustificare dei prezzi così alti. “La neve nel Sud-Tirolo o in Austria è bianca tanto quanto quella in Svizzera”, osserva Platzer.
Calcolata in “notti”, la perdita delle strutture nelle località alpine dal 2008 ad oggi è stata del 15%. Secondo Platzer se il franco continuerà a mantenersi in parità rispetto all’euro nei prossimi dieci anni, un terzo dell’offerta alberghiera svizzera rischia di sparire.
La soluzione, per Gastrosuisse, è nelle mani delle autorità, alle quali chiede di trovare i mezzi per riportare il tasso di cambio ad un livello più realista o di fornire al settore gli strumenti per abbassare i costi. Proposte in tal senso saranno presentate il 20 gennaio.
ats/ab
Il dossier: Cambiano gli equilibri




