E’ stabile il numero dei morti in montagna: 151 nel 2013, uno in meno dell’anno prima. Lo indica il Club alpino svizzero. Nel 72% dei casi si è trattato di decessi avvenuti durante la pratica di attività sportive. I soccorsi sono stati 2'558, 12 in meno del 2012.
Tra i 109 morti delle attività di montagna si contano 86 uomini e 23 donne, 64 svizzeri e 45 stranieri. Il maggior numero di vittime si contra tra gli escursionisti (39), seguiti dagli alpinisti (27) e dagli sci-escursionisti (20).
La maggior parte dei decessi, 73, è avvenuta per una caduta, mentre 26 persone hanno perso la vita a causa di una valanga. Tre persone sono state colpite da sassi e una dal fulmine. Il cantone con il maggior numero di vittime è il Vallese (43). Seguono i Grigioni (18), il Ticino (12) e Berna (10).
Influenza delle condizioni meteorologiche
Il numero più alto di morti nel 2013 nonostante la quantità costante di situazioni d'emergenza - scrive il CAS - è dovuto verosimilmente alle condizioni meteorologiche particolari, che hanno creato frequenti di cadute di valanghe d'inverno, uno scioglimento delle nevi molto tardivo sui sentieri di montagna in primavera e all'inizio dell'estate nonché una densa attività escursionistica in luglio e agosto.
RedMM/ats/mas





