“Hong Kong non sarà più la stessa”, ha dichiarato qualche giorno fa uno dei veterani della lotta per la democrazia. Le manifestazioni continuano da giorni e in Svizzera c’è chi inizia ad esprimere preoccupazione, come la Federazione dell’industria orologiera.
“Sì, queste dimostrazioni sono preoccupanti”, ci confida Maurice Altermatt a capo della Divisione economica, “prima di tutto perché si svolgono in un momento importante per le vendite al dettaglio (la Festa nazionale cinese). Molti negozi e catene commerciali non possono lavorare. Secondariamente perché hanno un impatto sull’immagine di Hong Kong in quanto piazza finanziaria e di servizi”.
L'Asia, un'area di peso
Per ora è difficile calcolare le conseguenze economiche che avrà sulle nostre cifre d'affari, ci spiega Altermatt, “dipenderà dalla durata di queste agitazioni e dal numero di turisti cinesi che annulleranno i loro viaggio verso Hong Kong. Tutti i settori sono colpiti, quelli commerciali, bancari e finanziari”.
Il rapporto 2013
“Hong Kong rappresenta per noi il primo mercato di esportazione”, continua il nostro interlocutore, “parliamo di 4,12 miliardi di franchi nel 2013 e (…) nonostante questo periodo difficile “resta e resterà un mercato di importanza primaria. Le manifestazioni di questi giorni non giustificano un cambiamento strategico o a livello geografico”.
AlesS
Dal TG20:






