Un fondo di 7-8 milioni di franchi dovrebbe essere istituito per risarcire le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale o di collocamenti extrafamigliari, provvedimenti adottati fino al 1981 in Svizzera dalle autorità tutorie, senza una procedura giudiziaria e senza quindi che gli interessati potessero in qualche modo opporsi.
Numerosi giovani finirono così in carcere o in istituti educativi con pretesti come la “sregolatezza” o l’”alcolismo”,senza aver mai commesso alcun reato, e sono stati in seguito discriminati e stigmatizzati a vita. Solo nel 2012 è stato avviato un processo di riabilitazione .
La proposta di risarcimento, indirizzata ai cantoni, emana dalle conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali e di quelli competenti in materia di lotterie. Proprio da queste ultime proverrebbe in gran parte il finanziamento, che sarebbe gestito dalla Catena della solidarietà. L’attivazione, su base volontaria, è previsto per la fine dell’estate. Questo nell’attesa di una soluzione definitiva, che non sarà elaborata prima di 2-3 anni.
ATS/pon




