Svizzera

Flottiglia, attivisti rientrati in Svizzera

Sette degli otto membri svizzeri della Global Sumud sono arrivati sabato a Ginevra; tra loro anche il ticinese Anek Speranza. Denunciano violenze e mancanza di sostegno da parte della Confederazione

  • 23 maggio, 15:36
  • 23 maggio, 20:43
Al momento, gli attivisti si trovano a Losanna per accertamenti medici

Al momento, gli attivisti si trovano a Losanna per accertamenti medici

  • Telegiornale
Di: ATS / SEIDISERA / Tieffe 

Sette degli otto membri svizzeri della flottiglia per Gaza sono atterrati sabato pomeriggio all’aeroporto di Ginevra, cinque giorni dopo essere stati catturati in acque internazionali da Israele. Sono stati accolti dai loro cari e da partecipanti alle precedenti flottiglie. L’ottavo attivista, con doppia nazionalità turco-svizzera, è invece rimasto a Istanbul.

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SEIDISERA del 23.05.2026 Il servizio di Vera Pellandini

RSI Info 23.05.2026, 19:59

L’esercito israeliano aveva fermato lunedì le navi che facevano rotta verso il territorio palestinese. Gli attivisti sono stati messi in detenzione, inizialmente sulle imbarcazioni e poi in Israele.

Tra gli attivisti rimpatriati c’è anche il 28enne ticinese Anek Speranza, che ha parlato con SEIDISERA. “Con tutto quello che è successo negli ultimi giorni il tempo è un po’ confuso, ma sono contento di essere di nuovo a casa” ha spiegato. “Altre compagne e altri compagni stanno molto peggio di me. La protezione del passaporto svizzero e la mia apparenza bianca e occidentale mi hanno aiutato”

Denunciate violenze e mancato sostegno dalla Svizzera

Una responsabile della flottiglia, in un intervento davanti all’aeroporto trasmesso su Instagram, ha denunciato le violenze subite. “I circa 400 attivisti presenti nella flottiglia hanno subito violenze fisiche, psicologiche e sessuali. È estremamente grave”, ha dichiarato.

La responsabile ha inoltre criticato duramente l’atteggiamento della Confederazione. “La Svizzera ci ha semplicemente detto che si trattava solo di una responsabilità individuale di ciascun membro della flottiglia”, ha affermato. “È assolutamente terrificante pensare che la Svizzera ignori tutti gli obblighi giuridici internazionali che le incombono”.

La responsabile ha aggiunto che le autorità erano state avvertite. “Avevamo detto loro che probabilmente ci sarebbero stati atti di tortura. È quello che è successo”, ha dichiarato. I presenti hanno denunciato la complicità della Svizzera, del Dipartimento federale degli affari esteri e dei media con Israele.

Previsto un supporto medico

Per i membri della flottiglia è ora previsto un supporto medico. Claire Dechamboux, avvocata dei partecipanti, ha spiegato alla RTS che alcuni medici di Losanna hanno aperto un presidio speciale per accogliere gli attivisti e redigere eventuali referti medici.

“Non conosciamo ancora con precisione il loro stato di salute”, ha dichiarato la legale. “Le persone traumatizzate non possono essere interrogate immediatamente in modo approfondito: il processo psicologico richiede tempo ed è necessario proteggerle anche sotto questo aspetto”.

La risposta del DFAE

Interpellato dalla RSI, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha dichiarato di aver “chiesto a più riprese all’ambasciatore di Israele in Svizzera e alle autorità competenti in Israele, tramite l’Ambasciata di Svizzera a Tel Aviv, di rispettare i diritti fondamentali dei partecipanti alla flottiglia, in particolare condizioni di detenzione dignitose, le garanzie procedurali e il diritto alla difesa, nonché il rispetto del diritto internazionale e del diritto marittimo”.

“Il 21 maggio, la capodivisione Medio Oriente e Nord Africa, Monika Schmutz Kirgöz, ha inoltre ricevuto l’ambasciatore di Israele per un colloquio”, prosegue la presa di posizione del DFAE. “In tale occasione sono state espresse verbalmente critiche nei confronti del comportamento di Ben Gvir e del trattamento inaccettabile riservato ai partecipanti alla flottiglia”.

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Flottiglia umanitaria, svizzeri intercettati

Telegiornale 18.05.2026, 20:00

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