Banca Migros parteciperà al programma di risoluzione dei contenziosi con il fisco americano. Sono stati infatti identificati 370 clienti che corrispondono ai criteri fissati da Washington.
Lo ha reso noto mercoledì lo stesso istituto di credito, che ha così aderito alle raccomandazioni dell'Autorità federale di controllo dei mercati finanziari (FINMA).
La clientela in questione è essenzialmente costituita da cittadini svizzeri domiciliati provvisoriamente negli Stati Uniti, come pure da persone titolari della doppia nazionalità, elvetica e statunitense.
Il medesimo passo è stato compiuto anche dalla Banca Coop, il cui azionista maggioritario è la Banca cantonale di Basilea. Per affrontare i costi legati all'operazione, sono stati accantonati 9 milioni di franchi. "Non abbiamo mai favorito le attività con clienti statunitensi, il cui numero è sempre rimasto modesto così come l'ammontare dei loro patrimoni in deposito", precisa l'istituto, di cui l'omonima catena di distribuzione controlla ancora il 10%. "Non possiamo però escludere che alcuni casi particolari possano essere percepiti come infrazioni", afferma un comunicato.
Da ultima, alla lista si è aggiunta anche la Linth LBB, una banca sangallese controllata dalla Liechtensteinische Landesbank.
ATS/ARi/pon
Tutte e tre le banche hanno deciso di iscriversi nella categoria 2, in cui figurano quelle non ancora finite nel mirino della giustizia statunitense ma che ritengono di poter aver violato la legge. La 1 è riservata alle 14 già sotto inchiesta, la 3 a quelle che si considerano in grado di provare la loro innocenza, la 4 alle banche la cui attività è esclusivamente locale o quasi.







