Il segreto bancario svizzero non proteggerà più i clienti stranieri. Eliminando una divergenza formale oggi, lunedì, il Consiglio degli Stati ha messo il punto finale alla riforma che consentirà il passaggio allo scambio automatico di informazioni fiscali con alcuni paesi scelti dalla Confederazione.
Pochissimi i cittadini elvetici toccati dal progetto. Solo le persone che hanno dei conti all’estero o vi pagano le imposte potrebbero vedere i loro dati scambiati automaticamente grazie alla riforma. La Confederazione potrà sempre fornire informazioni fiscali secondo la domanda e di sua spontanea volontà.
Lo scambio automatico dovrebbe entrere in vigore a partire dal 2018 e introdotto in maniera bilaterale come da accordi tra Svizzera e UE. Il Consiglio federale ha comunque previsto delle riserve. Non entrerà infatti in linea di conto, per esempio, che la Svizzera si sostituisca ad un altro Stato per recuperare fondi sospetti e che le informazioni si limiteranno ai dati concernenti il reddito o la sostanza. Esclusi anche le controversie fiscali ante 2014.
Red.MM/ATS/Swing
I doveri delle banche
Le banche che violeranno, consapevolmente, gli obblighi di dichiarazione e di diligenza saranno passibili fino a 250'000 franchi di multa. I clienti colpevoli di avere fornito false informazioni agli Istituti di credito non saranno puniti. Il Parlamento ha però rinforzato la protezione nei confronti dei clienti esteri che potranno, infatti, contestare in sede giudiziaria la trasmissione dei loro dati se lo Stato straniero non fornisce le necessarie garanzie di diritto. Gli Stati hanno infine escluso l’amnistia fiscale introdotta per il rotto della cuffia dal Nazionale. La questione potrà essere ripresa in futuro quando e se si discuterà di segreto bancario per i cittadini elvetici.




