La donazione di organi in Svizzera continuerà con ogni probabilità a basarsi sul consenso esplicito dell’interessato o dei familiari. A differenza del Nazionale, il Consiglio degli Stati ha infatti bocciato giovedì una mozione che chiedeva di passare al modello del consenso presunto per far fronte alla carenza di donatori.
“Si tratta di una questione personale”, ha sottolineato Urs Schwaller (PPD/FR). “Non sono d'accordo con il principio che se non dico espressamente di ‘no’ saranno le autorità a decidere per me. In qualche modo il mio corpo apparterrebbe allo Stato ed è qualcosa che non posso accettare”, ha spiegato.
“Lo scorso anno 50 persone sono morte per non aver ricevuto un organo in tempo”, ha invece ricordato Liliane Maury-Pasquier (PS/GE) sul fronte dei favorevoli alla mozione. Nel 2012 la domanda è cresciuta dell’8% e al contempo la disponibilità di organi è scesa dell’8%, ha affermato Felix Gutzwiller (PLR/ZH).
Berset, "un modello inefficace"
Al termine del dibattito i consiglieri agli Stati hanno seguito la posizione del Governo, dando luce verde al progetto di riforma della legge sui trapianti.
“Tutti gli studi e le esperienze all'estero dimostrano che il sistema del consenso presunto non ha alcun effetto sul numero di donatori”, ha sottolineato in aula Alain Berset difendendo il progetto dell’Esecutivo. Prima del 2007 anche in Svizzera c'erano cantoni che applicavano il modello del consenso presunto – ha ricordato il ministro della sanità – “ma il tasso più elevato si registrava in Ticino, dove non era in vigore questo sistema”.
ATS/cos
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