"Credo che sia stato il contesto generale a pesare su questa votazione: le finanze cantonali e federali nelle cifre rosse per la prima volta in dieci anni e la decisione della Banca centrale di abolire il cambio minimo con l’euro". Lo ha dichiarato alla RSI il presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay, riferendosi al netto rifiuto (75,4% di no) dell’iniziativa portata avanti dal suo partito per defiscalizzare gli assegni famigliari e di formazione.
"Anche noi come partito – aggiunge – dovremo fare autocritica: non tutto ha funzionato al cento per cento. La base si è molto impegnata e questo e positivo, ma credo che l’attitudine di alcuni ministri delle finanze cantonali, anche esponenti PPD e soprattutto nella Svizzera tedesca, abbia avuto un ruolo importante poiché ha destabilizzato la metà del nostro elettorato".
Soddisfazione del Governo
Il Governo ha espresso la propria soddisfazione per la bocciatura del testo, per voce della ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, la quale sostiene che non è attraverso deduzioni fiscali che si possono aiutare le famiglie.
La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf
Per la consigliera federale, si tratta invece di assicurare condizioni quadro migliori per consentire alle famiglie di conciliare efficacemente il lavoro e la cura dei figli. "Questo significa che bisogna lavorare sui modelli degli orari di lavoro e sulle strutture di accoglienza extra-famigliare", ha commentato la ministra.
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