Svizzera

Diversi arresti per un traffico di auto

Un'operazione di polizia tra Italia e Svizzera ha permesso di sgominare un'organizzazione dedita alla truffa e alla ricettazione di auto costose

  • 21.03.2014, 08:55
  • 4 maggio, 13:01
Le auto venivano noleggiate in Italia, non riconsegnate e importate con documenti falsi in Svizzera per la rivendita

Le auto venivano noleggiate in Italia, non riconsegnate e importate con documenti falsi in Svizzera per la rivendita

  • KEYSTONE

Sei arresti e una decina di perquisizioni sono state effettuate tra Italia e Svizzera nell'ambito di un’operazione della polizia stradale di Treviso, messa in atto contro un'organizzazione internazionale dedita al traffico e al riciclaggio di auto costose. Il contributo degli inquirenti elvetici è stato determinante.

I fermi sono scattati in Veneto, Lombardia, Sicilia e in Svizzera. L'indagine, avviata nell'agosto 2013, ha fatto emergere che gli indagati avevano costituito un'associazione su larga scala. I veicoli riciclati grazie a truffe, furti, impropri azioni indebite sono centinaia. Questi venivano venduti in diversi paesi dell'Europa. Il valore commerciale di alcune auto è di un milione di euro. I mezzi di trasporto sono stati recuperati e verranno restituiti ai proprietari.

La parte svizzera delle indagini

In un comunicato, il Ministero pubblico ticinese afferma che le indagini, coordinate dalla PP Raffaella Rigamonti, hanno consentito di localizzare e confiscare 50 veicoli, la maggior parte riconducibili all’organizzazione sgominata in Italia.

In Ticino le indagini sono state avviate nell’ottobre scorso e hanno portato alla luce un’attività di ricettazione di veicoli. Otto le persone arrestate nella Confederazione: per una nona è stata chiesta l’estradizione dall’Italia. Altri arresti sono avvenuti in Italia.

Il modus operandi dell’organizzazione

Essa agiva nel modo seguente: all'estero venivano noleggiate vetture di media-alta gamma per poi essere importate e collaudate in Svizzera, ricorrendo a documenti falsi. Le auto venivano poi immesse sul mercato tramite di rivenditori compiacenti e vendute a ignari acquirenti che le immatricolavano in Svizzera. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che in alcuni casi gli organizzatori della truffa hanno pure noleggiato automobili in Svizzera, vetture non più riconsegnate e rivendute all'estero.

Fondamentale, precisa il comunicato del Ministero pubblico, è stata la stretta collaborazione tra le autorità giudiziarie svizzere ed italiane, coadiuvate dal Centro di Coordinazione di Polizia e Doganale di Chiasso.

Ultimo aggiornamento: 11.30

ATS/Red.MM/Da.Pa.

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  • CSI 18.00 - Il servizio di Pervin Kavakcioglu

    RSI Info 21.03.2014, 19:21

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