La riforma dell'esercito approvata dalle Camere implicherebbe la soppressione dell'unica brigata di fanteria ticinese. È quanto hanno sottolineato oggi, venerdì, in conferenza stampa a Lugano, i promotori del referendum lanciato a inizio aprile contro la revisione del dispositivo militare.
"In futuro i militari del Ticino saranno ripartiti fra i pochi battaglioni che rimarranno", ha affermato Martin Fricker, membro del comitato contrario alla modifica della legislazione in materia. I referendisti hanno tempo fino al termine del mese di giugno per raccogliere le 50'000 firme necessarie.
I referendisti hanno tempo fino a fine giugno per raccogliere 50'000 firme
Il riassetto dell'esercito, approvato in via definitiva dal Parlamento lo scorso marzo, dimezzerebbe il numero degli
effettivi, che verrebbero così ridotti a
100'000. La scuola reclute durerebbe inoltre
18 settimane, invece delle attuali 21.
A detta dei referendisti, la riforma non consentirebbe di assicurare in modo credibile la neutralità armata della Svizzera. Inoltre, sostengono, finirebbe pregiudicato il principio di milizia sancito dalla Costituzione federale.
Red.MM/ARi




