Un'operazione all'esofago è stata effettuata mercoledì all'ospedale di Sion, in Vallese, senza che il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna ne fosse informato, violando quindi di fatto un recente accordo in base al quale i due nosocomi devono trattare congiuntamente questi casi. La consigliera di Stato vallesana Esther Waeber-Kalbermatten «deplora» l'accaduto.
«Tenuto conto del difficile contesto in cui si trova il servizio di chiurugia di Sion, deploro il fatto che il caso in questione non sia stato discusso con i medici del CHUV. Ho informato del mio disappunto il Réseau Santé Valais (il servizio che coordina gli ospedali del cantone)», ha indicato all'ats la ministra della sanità confermando un'informazione in questo senso diffusa domenica dalla radio romanda RTS.
Ats/Red. MM.
I retroscena
In dicembre le autorità vallesane avevano deciso, in seguito a una serie di scelte «discutibili» che hanno portato a tre decessi all'ospedale di Sion dopo altrettanti interventi di chirurgia viscerale, di aumentare la collaborazione con altri nosocomi. Per questo motivo è stato concluso un accordo con il servizio di chirurgia viscerale del CHUV. Dal primo gennaio tutti i pazienti vallesani che necessitano di prestazioni altamente specializzate devono essere sottoposti a un gruppo multidisciplinare, composto di dottori del CHUV e di Sion. L'accordo prevede che le scelte terapeutiche vengano stabilite congiuntamente.
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Il servizio di Monica Fornasier
RSI Info 13.01.2014, 00:44




