Condannato per negligenza a 30 giorni con la condizionale. E’ questa la sentenza emessa dal tribunale cantonale vallesano nei confronti di una guida alpina ritenuta responsabile della morte di un suo cliente. I fatti risalgono al febbraio 2007.
L’uomo a capo di un gruppo di cinque persone aveva affrontato la traversata di un pendio. Il bollettino valanghe parlava di pericolo 3 (marcato) su una scala di 5. Nel momento di attraversare la zona particolarmente esposta aveva dato direttive precise. Uno dei clienti però, invece di seguire la sua traccia, si era spostato provocando una valanga. Valanga che lo ha travolto mortalmente.
Secondo i giudici scegliendo questa via, potenzialmente pericolosa, è venuto meno al suo "obbligo alla prudenza". La sentenza non farà giurisprudenza, (tra l’altro è già pronto il ricorso al Tribunale federale) ma apre il dibattito sul grado di rischio che una guida può permettersi quando va in montagna. Ascolta il servizio e le considerazioni dell’avvocato Pierre-André Veuthey.
RG/AlesS
RG 08.00 del 20.02.2015 - Il servizio di Maria Jannuzzi






