Le assicurazioni malattia di base e complementare non devono essere strettamente separate, come invece proposto in una revisione di legge voluta da Alain Berset. Il Consiglio degli Stati, per 24 voti contro 17, non ha voluto entrare in materia. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.
Attualmente 14 casse malati su 59 gestiscono i due tipi di affiliazione in seno alla stessa società. Una separazione netta, secondo il ministro della sanità, permetterebbe più trasparenza e si eviterebbe che un assicuratore usi i dati della complementare per selezionare i clienti nella sua assicurazione di base.
Solo la sinistra e alcuni esponenti borghesi si sono allineati agli argomenti governativi. La maggioranza teme che la misura comporterebbe enormi costi aggiuntivi (300-400 milioni annui), quando la maggior parte delle casse malati ha già attuato disposizioni per separare i due tipi di assicurazione.
ats/ZZ
Dal TG20
RG 18.30 del 02.03.15 - La corrispondenza di Mattia Serena





