No convinto da parte della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati all’elezione del Governo da parte del popolo. Con nove voti contro due raccomanda infatti di respingere l’iniziativa popolare in questo senso dell’Unione democratica di centro.
Le motivazioni del “no”
La commissione ritiene che nuocerebbe al lavoro collegiale. Ma non solo: i consiglieri si troverebbero in perenne campagna elettorale. A ciò si aggiunge la questione dei costi, bisognerebbe far campagna nelle varie regioni linguistiche. Quello che funziona a livello cantonale, afferma, non funziona sul piano federale.
Clausola “latini”
Non convince nemmeno la clausola che prevede almeno due seggi governativi su sette per i latini. Ticino e la Svizzera romanda, essendo considerati come una sola entità, in pratica sarebbero opposti l'uno contro l'altra.
Cosa propone l’iniziativa dell’UDC
Il progetto democentrista prevede un'elezione ogni quattro anni con il sistema maggioritario. I candidati che hanno ottenuto la maggioranza assoluta sarebbero eletti al primo turno. Per il secondo turno basterebbe la maggioranza semplice.






