Esiste il rischio che Flavio Bomio, l’ex presidente della Società nuoto di Bellinzona (SNB) a processo da ieri alle Criminali, continui ad abusare di maschi minorenni. Questa probabilità è alta in particolare se, una volta libero, il 71enne dovesse di nuovo trovarsi in una posizione di forza e superiorità rispetto alle sue potenziali vittime, ovvero se riuscisse a generare in loro un sentimento di dipendenza grazie al suo ruolo autoritario e al suo carisma.
A sostenerlo è la professoressa Alessandra Canuto, la perita psichiatrica nominata dal procuratore pubblico Amos Pagnamenta. Per l'esperta i giovani nuotatori allenati dal 71enne avrebbero assecondato le sue malsane pulsioni, poiché in qualche modo lo idolatravano. Questa sarebbe una reazione, ha spiegato la specialista, che si verifica spesso in coloro che si trovano in una situazione di dipendenza. “Lo fanno per proteggersi” ha sottolineato.
"Soffre di un disturbo narcisistico della personalità"
Secondo l’esperta ascoltata in mattinata dalla Corte presieduta dal giudice Marco Villa, l’ex dirigente della società sportiva soffre di un disturbo narcisistico della personalità. Non tale però da limitarne la capacità di capire la portata e la gravità dei suoi atti, ha argomentato la Canuto.
In mattinata l’imputato ha spiegato che i rapporti tra adolescenti e adulti erano pratica corrente nell’Antica Grecia e durante il Medioevo. “Era il mio modo di giustificarmi. Non ne vado fiero”. Si è detto disponibile a seguire una terapia.
Da poco ha iniziato a parlare il dottor Carlo Calanchini, lo psichiatra voluto dalla difesa.
Davide Paggi










