Da un'indagine condotta dal New York Times risulta che al Qaida e gruppi terroristici affiliati hanno ottenuto, dal 2008, almeno 125 milioni di dollari con i riscatti pagati per il rilascio di europei rapiti.
Dalla Svizzera sarebbero finiti nelle casse dell'organizzazione 12,4 milioni, tutti sborsati nel 2009 per assicurare la libertà dei due confederati e della tedesca sequestrati in gennaio al confine tra Mali e Niger, unitamente a un britannico, che invece venne ucciso.
Il quotidiano fa comunque notare che Berna ha sempre negato di essere intervenuta offrendo denaro. Secondo l'articolista, queste catture sono un'attività in crescita per l'estremismo islamico e l'Europa, suo malgrado, è uno dei maggiori finanziatori.
La presa di posizione della Svizzera
Il Dipartimente federale degli affari esteri, come anticipato dall'articolo del New York Times, afferma di "non aver pagato riscatti. (...) Il metodo più efficace per impedire i sequestri", si legge in una nota, "consiste nel promuovere una strategia coerente che escluda ogni pagamento".
ATS/dg-AlesS




