L'opposizione siriana accusa la comunità internazionale d'essere complice, con il suo silenzio, della strage che l'esercito ha compiuto mercoledì, facendo uso di armi chimiche, in un quartiere periferico di Damasco.
L'attacco, secondo i ribelli, è costato la vita a più di 1'300 persone.
Questa carneficina è desinata a segnare la fine degli sforzi per trovare una soluzione politica al conflitto, conflitto che ha fatto oltre 100'000 morti dal marzo del 2011, stando a quanto ha dichiarato George Sabra, un dirigente del movimento che ha osato sfidare il regime di Bashar el Assad.
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