Gallery video - “Roadmap” di Berna a Bruxelles
Il dossier elettricità-energia avrà la priorità nei prossimi negoziati bilaterali con l'Unione europea e sarà una specie di test per gli altri settori. Lo ha deciso il Consiglio federale che oggi ha presentato una tabella di marcia per le future trattative coordinate che proporrà a Bruxelles.
Per quanto riguarda le questioni istituzionali, il governo ribadisce che un'eventuale soluzione dovrà rispettare la sovranità della Svizzera, il funzionamento delle sue istituzioni e la democrazia diretta. Con la decisione odierna il governo conferma e precisa la strategia già ventilata ad inizio gennaio, ha detto alla stampa il nuovo ministro degli esteri Didier Burkhalter.
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Invece di affrontare tutti i dossier in sospeso, inizierà con quello dell'elettricità e dell'energia per poi valutare se un eventuale accordo potrà servire da precedente anche per sbloccare le trattative in altri settori. Questo dossier - che fa parte del fascicolo sull'accesso al mercato - è stato scelto perché i negoziati sono in fase già molto avanzata e perché interessa entrambe le parti, ha spiegato Burkhalter.
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Berna conferma anche la disponibilità a discutere dell'imposizione delle aziende e della fiscalità del risparmio. La Svizzera però entrerà nel merito di questi dossier solo se l'Ue adotterà «una posizione costruttiva (...) riguardo alla prevista attuazione dell'accordo bilaterale sull'imposta liberatoria negoziato con la Germania e il Regno Unito», precisa un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri. Attualmente la situazione appare arenata soprattutto per quanto concerne l'accordo con la Germania, ha aggiunto il ministro.
Gli altri dossier
Gli altri temi di trattativa sono l'accesso al mercato (oltre all'elettricità, le sostanze chimiche, l'agricoltura, la salute), il contributo svizzero all'allargamento dell'Ue e singoli dossier di cooperazione, come lo scambio di quote di emissioni di CO2, il programma di navigazione satellitare Galileo, la cooperazione tra le autorità garanti della concorrenza e l'accordo quadro nell'ambito di missioni volte a promuovere la pace. Tutti questi negoziati dovranno essere condotti in parallelo, come prevede l'approccio coordinato messo a punto con il presidente della Commissione europea Josè Barroso lo scorso anno, ha precisato Burkhalter.
La Confederazione è pronta a discutere anche di un ulteriore contributo all'allargamento dell'Ue, ma solo se vi saranno progressi nei negoziati e dopo aver tratto i dovuti insegnamenti relativi al primo contributo, ha aggiunto il ministro. Per quanto riguarda le questioni istituzionali, la ripresa automatica del diritto Ue da parte della Svizzera non è accettabile.
Proposte chiare
La soluzione deve rispettarne la sovranità e conciliarsi con il funzionamento delle istituzioni di entrambe le parti. Il Consiglio federale invierà ora una lettera a Bruxelles con queste proposte. Vogliamo mostrare che attribuiamo molta importanza alla via bilaterale e assumiamo un atteggiamento attivo, ha detto ancora il consigliere federale senza fornire dettagli sullo stato attuale delle discussioni. Abbiamo una posizione aperta, ma esponiamo chiaramente i nostri interessi, ha aggiunto.
Le commissioni parlamentari saranno tenute al corrente regolarmente dell'evolversi della situazione e in più il Consiglio federale intende avviare un dialogo regolare con i cantoni. Secondo il governo, questa collaborazione è fondamentale per le relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'Ue ed è nell'interesse di tutte le parti coinvolte. Se i cantoni accetteranno, ci riuniremo al più presto per organizzare questa cooperazione, ha concluso Burkhalter.




