Il ritardo tra alta e bassa quota nello sbocciare primaverile delle gemme sugli alberi alpini si sta riducendo sempre di più. "Il futuro aumento della temperatura del globo potrebbe uniformare ulteriormente l'arrivo della primavera nelle zone montane", ha dichiarato il biologo Yann Vitasse, autore dello studio.
All'inizio del 1960 il ritardo di tempo nello spuntare delle foglie era di circa cinque settimane ogni mille metri di differenza di quota. Attualmente lo scarto non supera le tre settimane, e diminuisce ulteriormente dopo un inverno mite. Lo sbocciare delle gemme avviene sempre più presto in quota e sempre più tardi in basso.
La scoperta è dei ricercatori dell'Università di Neuchâtel e dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Nello studio sono state valutate oltre 20'000 osservazioni su faggi, pini, larici e noccioli, effettuate negli ultimi 60 anni, e raccolte da MeteoSvizzera.
ATS/Bleff


