La recente presentazione di Google Assistant, intelligenza artificiale integrata nel sistema operativo Android Nougat 7.1, pone un problema: dobbiamo lasciarci aiutare dai robot o dal software?
L’idea attraente è quella di avere al nostro servizio qualcuno che si faccia carico degli impegni presi nella nostra vita digitale, che poi sta diventando la nostra vita tout court. Sharp, qualche mese fa, ci ha provato con RoBoHoN, un robottino che funge anche da smartphone.
Google Assistant è diverso: è una vera IA, che Google ha creato mettendo a profitto le tecnologie di machine learning sviluppate per Google Translation, vale a dire quelle competenze di apprendimento semantico che hanno permesso di produrre in automatico traduzioni sempre più in grado di comprendere il senso del testo da tradurre.
Anche Apple sembra aver preso la stessa strada di Google. L'IA contenuta nell’ultima versione del sistema operativo per i suoi dispositivi mobili fa da sola molte più cose di prima.
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