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La sofferenza dei più deboli

Haiti: il diario di Stefania Verzasconi

  • 06.10.2013, 13:49
  • 4 maggio, 11:34
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  • foto di Stefania Verzasconi

Il terremoto ha colpito tutti sull'isola, senza fare nessuna differenza, ma ha reso i più deboli ancora più vulnerabili. L'ultimo giorno sull'isola lo dedichiamo proprio a loro: bambini denutriti, vittime di violenza e stupri, orfani. Visitiamo il progetto di Terre des Hommes - Aiuto all'infanzia, promosso nella regione delle Palmes - molto vocino all'epicentro. Ci rechiamo in un CR Centre résidentiel, come qui sono chiamati gli orfanotrofi. Si calcola che in Haiti sono oltre 60'000 i bambini accolti nei CR, alcuni di loro hanno ancora una famiglia che però non li può sostenere. Uno dei problemi che attanaglia la società haitiana è il traffico di bambini, venduti per poche centinaia di dollari. Molto esteso anche fenomeno dei "reste avec", bambini schiavi che lavorano nelle famiglie più abbienti. Attorno ad alcuni CR del paese, classificati come rossi, ruotano dei veri e propri business. Ed è proprio per migliorare la situazione in questi centri che Terre des Hommes finanzia numerosi progetti, affinché i "timoun" (bambini in creolo) possano avere una vita normale e ricevere una formazione scolastica e professionale.

Médecins du Monde, altra associazione presente nel Grand Goâve e Petit Goâve, finanzia invece progetti nel settore della sanità, duramente colpito dal terremoto. "Numerosi ospedali e centri sanitari sono stati letteralmente spazzati via. Il già difficile accesso alle cure più basilari è diventato praticamente impossibile, soprattutto nelle regioni di montagna. E poi è arrivato il colera e la situazione è precipitata", ci racconta la responsabile del progetto. La visita all'USN Unité de Stabilisation Nutritionelle è particolarmente toccante. Qui vengono accolti bambini che soffrono di malnutrizione acuta, spesso accompagnata da complicazioni mediche. Spesso i bambini muoiono, le mamme aspettano troppo tempo prima di portare i bimbi, sperando che riescano a cavarsela da sole.

A fine giornata incontriamo la coordinatrice di Kayfanm, organizzazione haitiana che si occupa dei bambini vittime di violenza sessuale e familiare. Gli abusi sui più piccoli e le ragazze sono terribili, molti casi d'incesto non sono denunciati. Il terremoto ha drammaticamente aggravato questo fenomeno, nei campi allestiti dopo il sisma c'è molta promiscuità e le tende non garantiscono nessuna sicurezza. Kayfanm conta molto sul lavoro dei media per sensibilizzare la popolazione e incoraggiare le vittime a sporgere denuncia. "Il coinvolgimento delle persone che abitano nei quartieri più poveri è fondamentale nel fornire un primo sostegno alle vittime", ci spiega la coordinatrice. Kayfanm si occupa in seguito di accompagnare le vittime nelle strutture ospedaliere, fornisce loro un supporto psicologico e si occupa di tutte le pratiche legate alla denuncia penale. E tutto questo senza nessun sostegno finanziario del governo. Per fortuna, molte di loro riescono a superare il trauma, ridare fiducia agli altri e imparare a vivere di nuovo in comunità.

Stefania Verzasconi

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