Per la prima volta dall'incidente nucleare del 2011, tutto il riso prodotto nella prefettura di Fukushima ha superato le analisi riguardanti la radioattività. Un risultato dovuto anche agli accorgimenti messi in atto dai coltivatori, fra cui il cambiamento dei prodotti fertilizzanti con la conseguente riduzione dell'assorbimento del cesio.
Gli esami sono stati condotti su quasi 11 milioni di sacchi, in nessuno dei quali sono stati riscontrati valori superiori ai 100 bequerel per chilo, ovvero quelli fissati dalle autorità giapponesi. Il divieto di consumo ed esportazione è quindi stato revocato, anche se alcuni paesi, come la Corea del Sud, continuano a rifiutare merci provenienti dalle zone contaminate.
ANSA/dg


