Il seminario organizzato dalla Catena della Solidarietà ad Haiti per tracciare un bilancio dell’attività svolta fino ad oggi e presentare le sfide future sta giungendo al termine. Stefania Verzasconi ha colto l’occasione per raccogliere le considerazioni di Tony Burgener, direttore della Catena della Solidarietà.
“I partecipanti, ONG e partner locali, hanno confermato il ruolo strategico della Catena come donatore di fondi. A differenza di altre associazioni umanitarie internazionali, la Catena non interviene nella politica dei paesi beneficiari e i progetti sostenuti hanno una durata più lunga”, sostiene Burgener che aggiunge: “ Ad Haiti, ad esempio, molte associazioni hanno lasciato da tempo l'isola, una volta terminata la fase di urgenza”.
“Concretamente, grazie al sostegno finanziario della Catena della Solidarietà, sono state ricostruite 2'400 case, 4'000 latrine, 1'200 sistemi idrici e due scuole. Numerosi anche i progetti sociali, come quelli legati alla formazione o al rilancio dell'economia locale. In totale sono stati finanziati oltre 70 progetti, la maggior parte dei quali ha avuto un esito positivo”, ricorda.
La realizzazione di una decina di iniziative è stata particolarmente difficile, ed è proprio grazie al seminario di questi giorni che si è cercato di identificare i principali ostacoli e difficoltà. Altre riflessioni hanno toccato la collaborazione tra le ONG svizzere presenti ad Haiti, che in futuro dovrà essere ulteriormente rafforzata per assicurare azioni più concertate e mirate. Capire meglio la cultura locale e le esigenze della gente del posto è un'altra sfida che dovrà essere affrontata in futuro, così come analizzare in modo più approfondito il contesto nel quale si opera e prevedere valutazioni regolari e ricorrenti.
Stefania Verzasconi

