Le botteghe chiudono, gli artigiani piangono... È tempo di crisi. Ma qualcuno riesce a stare a galla, anzi a nuotare. "Non siamo nella posizione più fortunata, non siamo in un posto strategico, non è un luogo facilmente accessibile e non possediamo nessun posteggio", confessa il proprietario dell'Atenaeo del Vino di Mendrisio, Mirko Reiner. Ma allora, come si fa ad avere successo nella ristorazione in questo periodo di crisi? "Si deve puntare sulla qualità, senza ombra di dubbio. Comperiamo prodotti locali, possiamo dire a chilometro zero: dalle uova a frutta e verdura fino ad arrivare alla carne. Possiamo anche vantare di avere oltre 170 vini ticinesi nelle circa 700 etichette presenti in cantina". Alcuni però arrancano. Come mai? "Ormai sono diversi anni che lavoro in questo ambiente, ho imparato ad essere sempre ottimista. Inoltre vanno proposti i prodotti locali, devono provare i gusti del nostro territorio". Reiner dona, alla fine, una sua ricetta scaccia-crisi: "Essere ottimisti, investire sulla qualità e sui ragazzi dello staff, sulla loro formazione. Il lavoro va inoltre svolto con passione. Se uno lo fa tanto per fare, tutto va male".
Un'altra storia è quella di Giada Bianchi che dopo aver lavorato in diversi ambiti ha deciso di mollare tutto, di non pensare alla crisi e dedicarsi anima e corpo alla propria passione. "Per 17 anni ho lavorato per l'Amministrazione cantonale, poi sono passata per quattro in una redazione giornalistica – afferma sorridendo –. Ora da un anno sto inseguendo il mio sogno, mi sono messa in proprio. Sono un'artista: dipingo, scrivo, scatto fotografie e mi piace anche esplorare il mondo della comunicazione online. Ho lasciato due impieghi "sicuri" non perché fossi alla ricerca della mia strada ma semplicemente perché... la mia strada non era quella". Lo spauracchio di non farcela è un'ombra che la insegue ma... "È vero, il lavoro nel campo artistico non è semplice, non te lo spiega nessuno e ci si deve arrangiare con i mezzi che si riescono ad avere a disposizione. Il mio modo per scacciare la crisi si chiama creatività. Ogni volta che entro in atelier so di avere fatto la scelta giusta: ora so dove sono e da qui continuo".
Mauro Botti





