Il 1° maggio del 1935, l'Osservatorio di Locarno-Monti diramò il primo bollettino meteorologico esplicitamente destinato al sud delle Alpi.
L'osservatorio che compie 80 anni è oggi una delle cinque sedi dell'Ufficio federale di meteorologia e climatologia (MeteoSvizzera). Oltre a sorvegliare l'atmosfera sul versante sudalpino (Ticino, Grigioni italiano, Engadina), i 30 collaboratori producono per l'intero paese i bollettini e le allerte in lingua italiana.
È, da sempre, anche un centro di ricerca e innovazione. I primi ambiti furono la bioclimatologia e lo studio della radiazione solare, seguiti tra l'altro -dagli anni Settanta- dallo sviluppo dei sensori meteorologici che gettarono le basi per la creazione della rete di rilevamento automatica. Il filone di ricerca principale è costituito dalla meteorologia radar. Se oggi, con un semplice telefonino, si può seguire l'avvicinarsi di una grandinata o lo sviluppo di una nevicata (in un territorio irregolare e complesso come quello alpino) è grazie al lavoro di Locarno-Monti, dal quale si gestisce in tempo reale la rete di radar.
Attualmente, numerose ricerche sono svolte nel campo del "nowcasting", per sviluppare sistemi di allerta a brevissimo termine combinando le informazioni da più fonti: radar, satelliti, stazioni al suolo e modelli numerici. Per l'ottantesimo anno di attività, saranno organizzate delle giornate di porte aperte a Locarno-Monti nel mese di ottobre.
scarc/tvsvizzera.it
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