Non è riuscito a convincere tutti gli scettici, Jean-Claude Juncker, eletto alla presidenza della Commissione europea con il 56,19% dei suffragi (prima di lui: Jacques Santer 45,85%, quando ancora bastava la maggioranza semplice, Romano Prodi 62,62%, Josè Manuel Barroso 56,42 e 51,90%).
Il lussemburghese, sulla carta sostenuto anche da socialisti e liberali, non è riuscito a fare il pieno malgrado un discorso colmo di promesse in favore di disoccupati e altri gruppi sfavoriti.
"Dobbiamo rispondere alle angosce, alle paure e alle speranze dei cittadini", ha proclamato rivolgendosi ai deputati, specificando di voler avviare un piano d'investimento triennale da 300 miliardi di euro per lottare contro la mancanza di lavoro.
AFP/ANSA/dg





