Mondo

Verso una nuova Siria

Intesa di massima a Vienna sul futuro del paese e sul suo presidente, Bashar al Assad

  • 14.11.2015, 23:20
  • 4 maggio, 14:54
John Kerry, Staffan de Mistura e Sergei Lavrov

John Kerry, Staffan de Mistura e Sergei Lavrov

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Un Governo di transizione entro sei mesi che dovrà elaborare e approvare una nuova Costituzione, con la quale organizzare elezioni sotto l'egida dell'ONU entro 18 mesi. Questo, in estrema sintesi, è l'accordo raggiunto sabato a Vienna nella seconda tornata di negoziati sulla Siria, guidati dagli Stati Uniti e dalla Russia.

L'inizio dei colloqui tra il regime di Bashar al Assad e l'opposizione sono previsti già a partire dal prossimo primo gennaio e dovranno portare all’avvio di negoziati veri e propri tra le parti e a un cessate il fuoco, tra fra esercito e gruppi ribelli internazionalmente riconosciuti, ha sottolineato John Kerry, che in merito ha assicurato: "Al tavolo delle trattative non siederanno i miliziani dell’autoproclamato Stato islamico e del Fronte al-Nusra", gruppi terroristici che continueranno ad essere combattuti.

Nel corso di un breve scambio di battute con la stampa il segretario di Stato statunitense ha ammesso che nel corso delle discussioni sono emerse divergenze, soprattutto con Mosca, sul destino di Assad: “Non siamo uniti su tutte le questioni, differenze ci sono riguardo al suo futuro, che sarà deciso dal popolo siriano”. Nella capitale austriaca si sono riunite una ventina di delegazioni, tra cui anche quella russa, guidata da Sergei Lavrov.

ATS/bin

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