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Un'Alba ormai prossima al tramonto?

In Grecia, arresti e proteste popolari sembrano preludere al declino dell'estrema destra di "Alba Dorata"

  • 29.09.2013, 18:44
  • 4 maggio, 12:04
Il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, ha minacciato le dimissioni in blocco del suo partito dal parlamento greco

Il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, ha minacciato le dimissioni in blocco del suo partito dal parlamento greco

  • KEYSTONE

Si è imposta come la novità più clamorosa, e inquietante, della politica ellenica. Ha un simbolo, il meandro, che ufficialmente richiama i fasti dell’antica Grecia, ma che figura anche stilizzato come una svastica. Ha mostrato di saper strumentalizzare con efficacia le inquietudini e i moti di protesta prodotti dalla crisi che ha sconvolto il paese. Ma rischia ora di perdere di colpo tutti questi consensi, sull’onda di vicende tese a mostrare una connotazione criminale. Si chiama “Alba dorata”, ma ora potrebbe essere prossima al tramonto. E visti i più recenti sviluppi della cronaca, non si tratta davvero di un gioco di parole.

Nacque e si consolidò all’inizio degli anni Novanta, con un programma nazionalista, xenofobo ed euroscettico, che non sembrava certamente destinato a grandi fortune in un paese con una memoria ben vivida della ferita lasciata dalla dittatura dei colonnelli. La Grecia peraltro, sull’onda dello sviluppo del turismo e dei servizi, sembrava anche avviata verso una fase di inedito e consolidato sviluppo.

Sarebbe però stata la crisi globale dei mercati, dal 2008, a mettere in luce la vulnerabilità e il livello di indebitamento dell’economia greca. Quindi il tracollo, fra disoccupazione alle stelle ed estreme misure di austerità. Un contesto fatto di disperazione e di rabbia. Ma anche un terreno inaspettatamente fertile per le mire di questo partito.

Nel 2012, ottenendo quasi il 7% dei voti nelle legislative, "Alba Dorata" ha mostrato tutta la sua capacità di far breccia in quelle frange dell’elettorato che attribuiscono la gravità della crisi al ruolo delle banche e delle istituzioni finanziarie internazionali. Ma da quel momento il partito si è sempre più messo in evidenza per la sua retorica neonazista e per il coinvolgimento in aggressioni e atti di intolleranza verso immigrati e avversari politici.

Un clima di apparente impunità, interrotto solo di recente da una vicenda gravissima: l’assassinio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, pugnalato a morte proprio da un simpatizzante del partito. L’inchiesta penale ha portato all’arresto del leader Nikos Michaloliakos e di altri cinque esponenti di "Alba Dorata". E mentre stanno emergendo connivenze con elementi militari e della polizia, gli inquirenti assimilano ormai apertamente “Alba Dorata” ad un’organizzazione criminale.

Forse è ancora presto per parlare di un subitaneo declino, ma al di là delle vicende penali è la reazione popolare dopo l’assassinio a rappresentare l’elemento più indicativo. Le manifestazioni di protesta hanno riunito la Grecia nel segno di un’inequivocabile indignazione. Per quanto piegato dalla gravità della crisi, il demos si è fatto sentire.

Alex Ricordi

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