Mondo

Un dono che sa di furto

L’ex elettricista di Pablo Picasso torna a processo per aver nascosto 271 opere

  • 31.10.2016, 12:00
  • 4 maggio, 17:07
Claude Picasso e gli altri eredi hanno sporto denuncia

Claude Picasso e gli altri eredi hanno sporto denuncia

  • Reuters

L’ex elettricista di Pablo Picasso, Pierre Le Guennec, e la moglie Danielle compaiono nuovamente oggi, lunedì, davanti alla giustizia francese con l’accusa di ricettazione, dopo essere già stati condannati nel 2015, in prima istanza, a due anni con la condizionale.

La coppia, che aveva lavorato nella residenza francese dell’artista a Mougins tra il 1970 e il 1973, avrebbe nascosto nel proprio garage, per quarant’anni, 271 opere del maestro, sostenendo che si trattasse di un dono concesso loro da Jaqueline Picasso, ultima moglie del pittore.

I giudici del processo di primo grado, dopo aver sentito testimoni ed esperti d’arte, hanno smontato la tesi del regalo, sostenendo tra l’altro che l’artista fosse solito firmare con dedica le tele che intendeva offrire e che, in ogni caso, non avrebbe mai ceduto una quantità così elevata di quadri.

AFP/mamo

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