L’accordo sulla crisi ucraina firmato giovedì sera a Ginevra da UE, Stati Uniti, Ucraina e Russia che domanda il disarmo di tutte le formazioni armate e la liberazione di tutti gli edifici occupati illegalmente non sembra avere effetto sul campo. I separatisti filorussi restano fermi sulle loro posizioni e continuano ad occupare gli edifici amministrativi in molte città nell’est del paese.
“Lavrov non ha firmato nulla per noi, lo ha fatto a nome della Russia", ha detto venerdì Denis Pushlin, leader dei separatisti della regione di Donetsk, che ha aggiunto che gli edifici saranno liberati quando il Governo di Kiev si dimetterà.
I servizi di sicurezza ucraini hanno annunciato da parte loro che, nonostante quanto deciso sulle sponde del Lemano, l’operazione “antiterroristica” contro i secessionisti nell’est proseguirà.
Afp/reuters/ZZ
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La corrispondenza da Ginevra di Gabriele Fontana
RSI Info 18.04.2014, 14:14
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Burkhalter saluta l'accordo a nome dell'OSCE
Intanto Didier Burkhalter si è rallegrato per l'accordo raggiunto giovedì, sottolineando che l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa - presieduta quest'anno dalla Svizzera - è pronta ad assumere il ruolo che le è stato assegnato nel processo negoziale. "Siccome nuovi compiti e responsabilità sono stati attribuiti all'OSCE, conto sul sostegno internazionale nel finanziamento e nell'appoggio al personale per la missione di sorveglianza", ha dichiarato il presidente della Confederazione.













