In un Egitto dove il turismo, principale risorsa del paese, è ormai in caduta libera, si ritaglia un mercato di nicchia ma non meno significativo, anche solo per il mercato interno, un progetto ecosostenibile. È il villaggio di Tunis. Esiste da anni, e nel tempo ha affinato le sue peculiarità: non sulla costa del Mediterraneo, né sul Mar Rosso, bensì ai confini tra deserto e una grande oasi, quella del Fayum, non lontano dalla metropoli cairota.
Il villaggio ha acquisito rinomanza a partire dagli anni Cinquanta. Un po' perché è stato scelto quale dimora da vari artisti e intellettuali del Cairo facendosi conoscere come luogo d'accoglienza. Un po' grazie alla ceramica. Una tradizione relativamente recente creatasi con l'arrivo in loco di una coppia svizzera. Conosciuto Tunis negli anni Sessanta, la ceramista romanda Évelyne Porret e il marito Michel Pastore vi si sono stabiliti creandovi il proprio atelier poi diventato una scuola dove si sono formati molti ragazzi locali e stranieri che a loro volta hanno aperto i loro laboratori.
Tunis non si è però snaturato. Ha mantenuto le sue caratteristiche richiamando coloro che apprezzano la vita basata su quanto la tradizione e la natura locale offrono rispettando l'ambiente.
RG 12.30 del 17/07/14: il reportage di Laura Cappon
RSI Info 17.07.2014, 14:48
Contenuto audio
La cartina della zona di Fayum






