Si inizia a trattare ad Ankara per cercare vie d'uscita alla crisi aperta dalle politiche di domenica, che hanno fatto perdere al partito islamico AKP del presidente Recep Tayyip Erdogan e del premier Ahmet Davutoglu la maggioranza assoluta in Parlamento che aveva dal 2002.
Davutoglu martedì ha rassegnato le dimissioni che Erdogan ha accolto. È previsto lo incarichi di tentare di formare il nuovo esecutivo. Pur avendo perduto quasi tre milioni di voti, con 258 deputati su 550, l'AKP resta il primo partito del paese. Ma le trattative si annunciano molto complicate.
Tra gli scenari possibili, mentre il Kurdistan turco ribolle anche alla luce del successo elettorale del 'Podemos curdo', l'HDP di Demirtas anche quello di una coalizione fra l'AKP e i nazionalisti del MHP, 80 seggi, al momento sembra il più probabile. Rimane aperta anche l'ipotesi di un patto fra i tre partiti di opposizione, il CHP di Kemal Kilicdaroglu, 132 seggi, l'MHP di Devlet Bahceli e l'HDP, pure a 80 deputati, che però con ogni probabilità Erdogan tenterà di bloccare in tutti i modi possibili. Si ventila anche un governo di minoranza di Davutoglu.
Red.MM/ATS/Swing






