All'indomani del fallimento a Bruxelles delle trattative fra il governo di Atene e i Paesi creditori - e con la Borsa di Atene che ha aperto oggi con un tonfo (-6,2%) per chiudere poi a -4,81% - in Grecia sono di nuovo schizzate alle stelle la paura e l'incertezza per quello che potrà succedere nel Paese solo fra pochi giorni se le parti non raggiungeranno un'intesa all'ultimo minuto. Cosa che ormai la maggior parte dei greci considera possibile solo se avverrà un miracolo.
I più preoccupati sono senza dubbio gli oltre due milioni di pensionati statali ma anche gli ancora più di 600mila dipendenti pubblici che già dal mese prossimo vedono a rischio pensioni e stipendi. Però fa paura anche l'eventualità di una sempre più possibile applicazione alle banche di controlli sul flusso dei capitali - come avvenne a Cipro nel marzo 2013 - per evitare precipitose e pericolose fughe di contante.
La corsa al bancomat, intensificatasi lo scorso gennaio dopo che Syriza andò al governo, ha ridotto i depositi nelle banche dai 164 miliardi di euro a fine novembre ai 128 miliardi di oggi, un'emorragia di 36 miliardi in sei mesi. Non passa giorno che tante persone, per lo più anziane, si sottopongono alla fatica di lunghe file per ritirare poco alla volta i loro risparmi e metterli in luoghi ritenuti più sicuri.
ats/joe.p.





