La Corte suprema nordcoreana ha condannato oggi, venerdì, a 10 anni di lavori forzati un cittadino statunitense di origine sudcoreana, riconosciuto colpevole di sovversione.
L’agenzia stampa ufficiale di Pyongyang aveva in precedenza reso noto che l’uomo, Kim Dong Chul, 62 anni, ha ammesso di aver compiuto atti “di spionaggio imperdonabili”, al fine di consegnare segreti militari “al regime fantoccio della Corea del Sud”.
L’imputato, nato nel 1953 a Seul ed in seguito emigrato negli Stati Uniti nel 1972, è stato accusato di aver ordito un complotto per rovesciare il regime della Repubblica popolare, calunniato i vertici del paese e raccolto informazioni militari sensibili, precisa da parte sua l’agenzia Cina Nuova.
Non è il primo cittadino USA ad essere riconosciuto colpevole di crimini contro la nazione: lo scorso marzo, ad essere condannato a 15 anni di lavori forzati per atti ostili è stato lo studente 21enne Otto Warmbier. Aveva rubato una bandiera usata per la propaganda di Stato.
Reuters/ludoC






