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Portoghesi, ribellatevi!

Eduardo Gageiro ha vissuto la Rivoluzione dei Garofani come nessun altro. Ieri il Portogallo ne ricordava il 40mo anniversario - INTERVISTA VIDEO

  • 26.04.2014, 15:53
  • 4 maggio, 13:16
La storica foto

La storica foto

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Quando gli ufficiali di basso rango iniziarono la rivolta contro il regime di Salazar, lui riuscì a infilarsi in una caserma di Lisbona, fingendo di conoscere un capitano, il cui cognome s’inventò sul momento.

Ne uscì con i militari e con una foto storica, il momento decisivo della Revolução dos Cravos: quando il Regimento da Cavalaria 7 si unisce ai ribelli, decidendo le sorti della rivolta.

Nell’istantanea, il tenente Maia Loureiro esce alzando il braccio con le dita aperte in segno di vittoria. Mentre di fianco a lui, un ancora sconosciuto capitano Salgueiro Maia, che diventerà uno degli eroi del 25 di aprile, si morde il labbro. “Mi disse poi che lo fece per non piangere”, racconta Gageiro, “in quel momento i dadi erano tratti, non c’era più modo di tornare indietro, la fine del regime era iniziata”.

Il fotografo seguì tutto il processo, visse quei giorni con la gioia di chi sa che cosa vuol dire finire in carcere solo per aver ritratto la gente povera, che il regime non voleva vedere.

E di quella stagione Gageiro conserva ancora lo spirito di ribellione all’oppressione, all’ingiustizia sociale. Quarant’anni dopo il 25 di Aprile, questo fotografo, nato nel 1935, ricorda ai suoi concittadini di non accettare sommessamente il destino: “Ribellatevi, non vi rassegnate, nessuno è condannato!”, dice agli studenti che incontra nelle scuole del Portogallo

Questo Stéphane Hessel lusitano ricorda al suo popolo, oggi duramente colpito dalla crisi e dalle misure di austerità, i migliori valori della sua storia recente, quando un colpo di stato incruento, rovesciò il regime e diede libertà e giustizia ai portoghesi.

Davide Mattei

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