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Portogallo, una miccia accesa

Dopo le dimissioni di due ministri, l'instabilità politica preoccupa i mercati

  • 05.07.2013, 18:38
  • 4 maggio, 12:03
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La crisi in Portogallo non è solo politica: è soprattutto economica. Dopo due anni durante i quali il Portogallo è stato considerato il più disciplinato dei paesi dell’UE in termini di misure di austerity, la crisi politica innescata dalle dimissioni dei ministri delle finanze e degli esteri – e ci sono voci di altri membri del Governo che vorrebbero lasciare – fa tremare i mercati: lo spettro è quello di un’altra Grecia.

Incertezza politica = incertezza finanziaria

Nel Governo lusitano, una coalizione di centro destra, uno dei partiti ha ritenuto che le nuove misure di austerity che l'Esecutivo si appresta a varare – ulteriori sacrifici e tasse - siano eccessive. Risultato, stallo politico. Che non aiuta di certo un paese con un tasso di disoccupazione record del 18% e con il PIL che è sceso nel primo trimestre del 2013 del 3,9%.

Per Vittorio Da Rold , giornalista de Il Sole 24 Ore, “Quello che vediamo è uno scontro fra un paese e la troika (BCE, UE e FMI), che chiede altri sacrifici per rispettare gli accordi presi in cambio di un pacchetto di salvataggio da 78 miliardi di euro. E l’incertezza politica si è subito trasformata in incertezza dei mercati”.

Da primo a ultimo della classe

Fino ad oggi il Portogallo era il miglior “studente” della troika nel tentativo di rimettere i conti in ordine in tempi rapidi. Ma in aprile la Corte costituzionale portoghese ha bocciato alcune di queste misure ritenendole non eque: questo ha portato i conti portoghesi fuori controllo.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella della ristrutturazione del debito pubblico:
“Quando un paese non riesce a fare un taglio alle spese, si pensa subito a una ristrutturazione del debito: questo significa che chi ha dei bond, delle obbligazioni sovrane del Portogallo, può vedersi tagliare il valore del capitale investito”.

Non solo Grecia

Lunedì l’Eurogruppo si riunirà per parlare della Grecia. Ma ci si aspetta che si discuterà anche del Portogallo: “La crisi dei debiti sovrani non è finita: iniziata con Atene, ora può passare a Lisbona. C’è un rischio contagio ma fortunatamente c’è un’ancora di salvezza, la Banca Centrale Europea che garantisce tassi bassi e liquidità. Ma la situazione resta ancora molto difficile”.

GG

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    RSI Info 05.07.2013, 17:58

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