“Io sono sull’isola di Boracay, che è stata colpita, ma in maniera minore: l’occhio del ciclone era altrove . Ci sono dei morti, ma credo ce ne siamo meno rispetto a quanti se ne contano su altre isole. Qui siamo stati più fortunati”, ci racconta Giovanni Albertini, di Lugano, in vacanza nelle Filippine dal 2 di novembre con tre amici ticinesi.
Il tifone Haiyan ha lasciato le Filippine per poi raggiungere il Vietnam settentrionale ed è ora diretto verso la Cina, sospinto da venti che soffiano a circa 120 chilometri orari. Nell’arcipelago asiatico ora si contano le vittime, gli sfollati e i feriti. Le prime stime parlano di 10'000 morti ed il report dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’emergenza in corso stima in 618’175 gli sfollati in tutto il paese, senza accesso diretto a cibo, acqua e medicine.
"Un po' di paura c'era"
“Qui tante persone sono rimaste senza un tetto. Il problema maggiore si è riscontrato alla baraccopoli: ci sono state case scoperchiate, allagamenti, alberi e pali caduti. Le ambulanze correvano”, prosegue Albertini. “Nei due giorni prima del tifone hanno lavorato veramente tanto: hanno portato in salvo tutte le persone che potevano evacuare, rinforzato i tetti delle case, costruito dei ripari contro possibili onde anomale e distribuito acqua e cibo a chi non ne aveva. Si sono attivati. C’era un’organizzazione di base, sapevano come affrontare un tifone”, aggiunge. “Noi, in seguito all’allarme, ci siamo spostati da una casa in riva al mare ad un hotel centrale con le mura solide. Però un po' di paura c’era”, ammette.
"Ci siamo attivati dando acqua potabile e cibo ai bambini"
“Fino ad oggi l’isola era senza elettricità, funzionavano solo i generatori. Per tre giorni siamo stati tagliati fuori dal mondo. Anche i nostri famigliari erano in pensiero e preoccupati. Hanno chiamato l’ambasciata perché non ci sentivano più. Ora i telefonini funzionano. E dovremmo poter lasciare l’isola giovedì e tornare in Svizzera venerdì. Le strade sono già state ripulite, la viabilità è stata ristabilita e anche noi ci siamo attivati dando acqua potabile e cibo ai bambini: abbiamo fatto quello che potevamo”, conclude.
Joe Pieracci
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Domani, martedì, la trasmissione Modem dedicherà la sua puntata alla tragedia filippina . Appuntamento sulla Rete Uno alle 8.25 e in replica sulla Rete Due alle 19.30.
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Giovanni Albertini: "Tante persone sono rimaste senza un tetto"
RSI Info 11.11.2013, 14:17
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Giovanni Albertini: "C'era un'organizzazione di base"
RSI Info 11.11.2013, 14:16
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Giovanni Albertini: "Un po' di paura c'era"
RSI Info 11.11.2013, 14:17
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Giovanni Albertini: "Siamo stati fortunati"
RSI Info 11.11.2013, 14:16
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Giovanni Albertini: "Abbiamo cercato di aiutare la gente locale"
RSI Info 11.11.2013, 14:15








