"Da oggi non solo i curdi e le altre minoranze ma anche tutte le donne dello Stato turco potranno fare sentire meglio la loro voce". Così, dopo le elezioni di ieri (domenica) in Turchia, Olivier Peter, avvocato ticinese dei diritti dell'uomo, invitato dal partito curdo HDP a seguire le elezioni nella provincia di Batman, commenta ai microfoni RSI l'affermazione dell'HDP (primo partito curdo a fare il suo ingresso in Parlamento con il 13% dei voti) e, al contempo, l'elezione di 96 deputate al Parlamento di Ankara. Si tratta del numero più alto della storia della Turchia; nelle precedenti elezioni, quelle del 2011, le elette erano state 79.
Con 31 dei 79 seggi conquistati dalle sue esponenti femminili, l'HDP, segna anche un punto a favore dei diritti omosessuali. "Il partito curdo della sinistra ha scelto di non cedere sulle questioni di genere e di presentare anche candidati e candidate omosessuali - spiega Peter - nonostante Erdogan e gli altri partiti abbiano fatto leva proprio su questo argomento, per cercare di ridurre il sostegno al partito di Salahattin Demirtas da parte degli elettori più conservatori".
L'HDP ha trovato anche molto appoggio tra i giovani, sottolinea Peter. "Evidentemente si trovano meglio rappresentati rispetto ai partiti tradizionali". "Nel 2011 il partito aveva raccolto circa il 5,8% dei voti, domenica, secondo i dati di stamani (lunedì) ha totalizzato circa il 12,4%. Ha più che raddoppiato le preferenze".
Ora accanto all'evidente soddisfazione delle minoranze che, "per la prima volta dopo tanti anni sono finalmente rappresentate da una forza consistente in Parlamento, con una struttura legale, si respira comunque un clima di preoccupazione perché, storicamente, alle vittorie curde è sempre seguita una repressione. D'altra parte è vero anche che, considerato il numero di voti raccolti, difficilmente Erdogan potrà rispondere con la forza".
Massimiliano Angeli
Dal TG20:





