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Omicidio Sacko, un fermo

Prove schiaccianti contro l'indagato per l'assassinio del sindacalista del Mali, ucciso a colpi di lupara in un'ex fabbrica in Calabria

  • 07.06.2018, 14:39
  • 4 maggio, 19:57
La protesta dei braccianti dopo l'omicidio del sindacalista maliano Soumayla Sacko

La protesta dei braccianti dopo l'omicidio del sindacalista maliano Soumayla Sacko

  • ansa

La magistratura calabrese ha sottoposto a fermo il 43enne di San Calogero già indagato per l'omicidio di Soumayla Sacko, il sindacalista e bracciante 39enne originario del Mali, ucciso sabato sera a colpi di lupara nel paese vibonese mentre, con due connazionali, stava prendendo delle vecchie lamiere in una fornace abbandonata.

La procura ha parlato di "prove schiaccianti" contro l'indagato, nipote di uno dei soci dell'ex fabbrica, accusato di omicidio e porto e detenzione illegale di arma.

La pista dei rifiuti tossici

I carabinieri stanno anche cercando di verificare la voce che circola su minacce rivolte ai migranti per non farli avvicinare all'area della fornace abbandonata. "Noi non sappiamo cosa ci sia dietro la decisione di allontanare gli intrusi, ma è certo, però, che chi ha sparato ha voluto dare un segnale chiaro: qui gli estranei non sono ammessi. Questa è “cosa nostra” e nessuno deve metterci piede", ha dichiarato il procuratore di Vibo Valentia, Bruno Giordano. Quel che è certo, scrive il Corriere della Sera, è che l'area dove sorge l'ex fabbrica è stata sequestrata nel 2011 perché vi erano state rinvenute 120'000 tonnellate di rifiuti tossici.

La pista del caporalato e dello sfruttamento dei braccianti

I sindacalisti dell'Unione sindacale di base, di cui il giovane ucciso faceva parte, nel corso di uno dei tanti presidi tenuti per denunciare l'accaduto hanno dichiarato che: "Sacko aveva solo 29 anni ed è stato ucciso sulla Piana di Gioia Tauro non perché stava rubando ma solo perché faceva parte del sindacato di base e non voleva essere sfruttato come in Calabria capita a tanti braccianti costretti a lavorare nei campi dalla mattina alla sera per pochissimi euro".

Intanto i sindacati FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL hanno chiesto al ministro dell'Interno Matteo Salvini e al ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio un incontro urgente per affrontare le problematiche del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori agricoli. Sfruttamento che, a loro giudizio, sta sullo sfondo della tragedia.

Ansa/M. Ang.

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