Barack Obama è stato per anni la superstar sulla scena mondiale. Ma da tempo non è più così. Per questo, il presidente americano va in Vaticano a cercare di trarre beneficio dalla popolarità di chi, da un anno, ha preso il suo posto: Papa Bergoglio.
Inizia così un'analisi di Politico.com a poche ore dallo storico incontro di oggi. Obama punterebbe quindi al "halo effect", l'effetto aureola: sperare di guadagnare consensi incontrando qualcuno più amato di lui. Questa visita, secondo il sito specializzato nella politica americana, offre a Obama la rara e preziosa occasione di associare
la propria immagine a quella di un leader mondiale di gran lunga più "cool" di lui, in un momento cruciale della sua presidenza.
Ormai da mesi, tutto lo staff della Casa Bianca è del resto impegnato a recuperare terreno, a riprendersi, da quello che chiamano "l'anno perso", il 2013 che ha registrato il crollo assoluto del gradimento del Presidente. Obama cercherà quindi di utilizzare questo faccia a faccia così importante e sotto gli occhi di tutto il mondo, per mostrare quanto la sua politica sia vicina a quella del Papa su temi come la lotta alla diseguaglianza, la povertà e l'ingiustizia sociale.
Un messaggio forte al livello globale, ma che ha ripercussioni anche sul fronte interno,
americano: pensiamo all'impatto nei confronti degli 11 milioni di immigrati clandestini, in larghissima parte ispanici, e quindi cattolici. Un passaggio molto rilevante, forse decisivo sia per la Casa Bianca, sia per il partito democratico il cui scopo, in vista
del voto di medio-termine, è dipingere i repubblicani come cinici e insensibili ai bisogni primari della povera gente e di un ceto medio in ripresa ma ancora afflitto dalla crisi.
ansa/redMM/joe.p.
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RG 08.00 Il servizio di Claudio Bustaffa
RSI Info 27.03.2014, 11:07
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