Un “accordo storico” per molti, un “errore storico” per Israele. L’intesa sul nucleare siglata domenica a Ginevra fra il gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Francia) e una delegazione di Teheran, a prescindere dalle visioni discordanti, segna comunque una svolta nei rapporti fra Washington e Teheran, lo Stato che George W. Bush inserì nei cosiddetti paesi dell’”Asse del Male” all’inizio del 2000.
Barack Obama si aggiudica così un punto nella partita che sta giocando in Medio Oriente, dopo quelli persi nel contesto delle primavere arabe, un punto che diventa uno schiaffo per lo Stato ebraico. Quest’ultimo, che si è visto voltare le spalle anche da Parigi (il protagonista più reticente degli incontri), ora può contare solo sul sostegno dell’Arabia Saudita. “L’Iran”, ha tuonato il premier Benyamin Netanyahu, “ha ottenuto esattamente quanto voleva, un alleggerimento delle sanzioni e il mantenimento di componenti importanti del proprio programma nucleare”.
Oggi, lunedì, intanto, proprio il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha annunciato che l’Unione Europea toglierà le prime sanzioni (misura che sarà “limitata, mirata e reversibile”) a dicembre. Barack Obama e il suo omologo iraniano Hassan Rouhani, insieme, sono riusciti a spezzare (almeno sulla carta) il filo di tensione che ha legato i due paesi per oltre 30 anni: “L’eredità di Khomeini”, ha commentato il preside dell’Università John Hopkins di Washington Vali Reza Nas, “è stata messa in soffitta”.
Reuters/ATS/AlesS
Gallery audio - Nucleare iraniano, fra svolta ed errore
Contenuto audio
RG 12.30 L'intervista di Lucia Mottini a Riccardo Alcaro, responsabile di ricerca all'Istituto Affari internazionali di Roma
RSI Info 25.11.2013, 13:21
Gallery audio - Nucleare iraniano, fra svolta ed errore
Contenuto audio
RG 12.30 Il reportage di Emiliano Bos
RSI Info 25.11.2013, 13:43








