La Turchia domenica prossima torna alle urne. Il 1° novembre, 54 milioni di elettori dovranno decidere a chi affidare le sorti di un paese spaccato e in ginocchio. Dal 7 giugno, data in cui si sono tenute le elezioni parlamentari, le violenze si sono susseguite in un crescendo culminato nell’attentato di Ankara, il 10 ottobre scorso, con un centinaio di morti (vedi la grafica in basso).
Autobombe e assalti, linciaggi, sedi di giornali e di movimenti politici incendiate, la ripresa del conflitto armato con i separatisti del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e il coinvolgimento diretto del paese nella guerra in Siria. Tutto accadeva in poche settimane, mentre i partiti si dimostravano incapaci di dialogare, di trovare quel compromesso richiesto dal risultato del voto espresso dai loro connazionali.
La serie - Da Istanbul alla Svizzera italiana
I soggetti dei nostri contributi dedicati all’elezione turca sono proprio quei comuni cittadini, immortalati sulla strada mentre ci raccontano emozioni, speranze e voglia di normalità che non arriva.
Dopo il primo contributo di questa serie nel quartiere di Neukölln a Berlino, oggi, lunedì, ci trasferiamo nelle vie di Istanbul (vedi il video in alto). Nei prossimi giorni guarderemo invece in casa nostra, con le comunità di curdi e turchi nella Svizzera tedesca e nella Svizzera italiana.
Timeline - Dalle elezioni all'attentato di Ankara
(Clicca qui per vederla a schermo intero o sul cellulare)
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